GESTIONE DELLO STRESS A LAVORO: COME IMPARARE A METTERE DEI LIMITI
- By Andrea Scandale
- In Blog, Business

Nel mio ruolo di coach, mi imbatto spesso in persone che, quasi senza accorgersene, finiscono per adottare o subire abitudini lavorative dannose. Queste situazioni nascono spesso da una gestione superficiale o poco strutturata dell’ambiente di lavoro.
Un contesto professionale tossico si manifesta in vari modi: turni eccessivamente lunghi che non lasciano spazio alla vita privata, una comunicazione inefficace che genera confusione e frustrazione, e la presenza di leader che, anziché guidare con competenza e rispetto, impongono il loro ego con atteggiamenti narcisistici e poco costruttivi.
Ma la tossicità lavorativa non si limita solo a questi aspetti. Anche scadenze irrealistiche, discriminazioni sottili o palesi, un clima aziendale carico di pettegolezzi e una competizione esasperata tra colleghi possono erodere il benessere psicofisico. Non è raro che chi lavora in questi contesti si senta costretto a sopportare la situazione per paura di perdere la sicurezza economica. Tuttavia, lavorare con la costante sensazione di essere in pericolo o sotto pressione non dovrebbe mai essere accettato come la norma.
È importante sottolineare che il problema non riguarda solo chi si trova in condizioni estreme. Anche chi ama il proprio lavoro può cadere nella trappola dello stress cronico. Quante volte capita di usare il weekend per recuperare il lavoro arretrato anziché riposare? Oppure di accettare incarichi per i quali non si ha realmente il tempo, spinti dal desiderio di dimostrare il proprio valore? Questi comportamenti, se ripetuti nel tempo, portano a un inevitabile esaurimento fisico ed emotivo, noto come burnout.
Per prevenire questo stato di logoramento, è fondamentale stabilire dei confini chiari tra vita lavorativa e personale. Per esempio, si può iniziare con piccoli accorgimenti pratici: evitare di controllare le email nei giorni di riposo, dedicare tempo a hobby o attività rigeneranti, imparare a delegare compiti quando possibile e, soprattutto, chiedere supporto quando ci si sente sopraffatti.
Essere professionali e affidabili non significa sacrificare il proprio benessere, anzi: solo chi riesce a mantenere un equilibrio sano tra lavoro e vita privata può esprimere al meglio le proprie capacità.
Dopotutto, trascorriamo gran parte della nostra giornata lavorando. Se non ci impegniamo attivamente per rendere queste ore più sostenibili e gratificanti, il rischio è quello di compromettere irrimediabilmente la qualità della nostra vita.
Il mio obiettivo, come coach, è aiutare i professionisti (e non) a sviluppare strategie concrete per costruire una carriera appagante senza rinunciare alla propria salute e serenità.
