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La competenza chiave del mondo del lavoro di oggi è l’AUTO-MOTIVAZIONE

“Immaginiamo 4 alpinisti bloccati su un ghiacciaio da una bufera e il cui salvataggio tramite aereo è fallito. Per salvarsi possono contare solo sulle loro forze: devono scavare un buco nella neve, infilarcisi dentro e sperare che non si depositi sopra troppa neve altrimenti moriranno.”

Amo questa metafora di Trabucchi perché potente e riassuntiva degli aspetti dell’Auto-motivazione.

Ma come si lega la metafora al contesto lavorativo che stiamo vivendo?

Non possiamo più aspettarci soluzioni dall’esterno (l’aereo di salvataggio) ma dobbiamo fare sempre più leva sulle nostre capacità di reagire e andare avanti.

Nel mondo del lavoro le persone (anche dopo i 50 anni) devono avere la capacità di rimotivarsi continuamente: è finito il tempo del posto fisso e delle garanzie. Occorre rimettersi in gioco, reimparare, rimboccarsi le maniche, ricominciare.

Che cosa sorregge l’AUTOMOTIVAZIONE?

Come afferma Trabucchi l’auto-motivazione è “la capacità di sorreggere la motivazione di fronte alle difficoltà che si incontrano nel perseguimento di un obiettivo.”

Questa “capacità di sorreggere la motivazione” si può acquisire se sussistono 5 condizioni che rappresentano a mio parere i pilastri per chi oggi si trova a fare i conti con il Mondo del Lavoro.

Fiducia in sé e non solo. Riconoscere ed essere consapevoli di possedere molte più risorse di quello che si può pensare. Immaginiamoci per un attimo i 4 alpinisti: loro stessi erano consapevoli che nessun aereo sarebbe passati a salvarli. Che cosa hanno fatto? Si sono rimboccati le maniche: dovevano risolvere il problema, e anche velocemente, altrimenti sarebbero morti. L’obiettivo era chiaro e condiviso in maniera piuttosto naturale: la SOPRAVVIVENZA. Hanno lavorato in team, si sono dovuti fidare l’uno dell’altra, mettere in campo tutte le abilità e le competenze personali per risolvere creativamente il problema e proteggersi dal freddo e dalla fame.

La motivazione interna. E’ il “fare” perché si è coinvolti da soli nell’attività stessa. Lo fai perché lo vuoi e ti appassiona. E’ una spinta che potrebbe affievolirsi durante il cammino fatto di curve, ostacoli, interruzioni, cadute. La stanchezza sopraggiunge sempre.